CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI

Cambiare l'acqua ai fiori Book Cover Cambiare l'acqua ai fiori
Dal mondo
Valérie Perrin
e/o
2019
Brossura
476

Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “Un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.

Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

“Mi chiamo Violette Toussaint. Facevo la guardiana di passaggio a livello, ora faccio la guardiana di cimitero. Assaporo la vita, la bevo a piccoli sorsi, come un té al gelsomino con un po’ di miele. E la sera, quando il cimitero è chiuso e la chiave appesa alla porta del bagno, sono in paradiso.
Non il paradiso dei miei vicini, no.
Il paradiso dei vivi: un sorso del porto annata 1983 […] che stappo verso le sette di sera sia che piova, nevichi o tiri vento”.

Violette Toussaint è una donna gentile, cinquant’anni, guardiana di un cimitero in un villaggio francese. Abita nel villino all’ingresso del cimitero, ha un piccolo orto che cura amorevolmente, con la stessa armonia e dedizione che dedica alle tombe, quelle per cui è richiesto il suo lavoro dai parenti dei defunti sia, soprattutto, quelle abbandonate. I suoi unici amici sono il prete, i titolari dell’agenzia delle pompe funebri e gli addetti alle sepolture. Vive una vita tranquilla, indossa sempre soprabiti scuri, mentre sotto sceglie appositi colori, spesso sgargianti.

Ha vissuto tante vite Violette, bimba abbandonata dalla mamma, poi in orfanotrofio, passata di famiglia affidataria in famiglia affidataria, ha svolto molti lavori, ha conosciuto un grande amore, ha imparato a leggere e scrivere bene per assaporare meglio il romanzo della sua vita, Le regole della casa del sidro, è stata assunta come guardiana di un passaggio a livello. Quando è arrivata la tecnologia, le è stato offerto questo lavoro particolare, guardiana del cimitero di Brancion a Chalon (Borgogna).

Il romanzo è lungo 473 pagine ed è ambientato in gran parte in un cimitero di provincia, in Francia, tra il 2016 e il 2017, anche se ci sono numerosi flashback. Nelle prime pagine a una delle porte bussa un uomo che deve deporre le ceneri della madre sulla tomba di uno sconosciuto, senza sapere perché. Ci sono aspetti molto drammatici nella storia, ma lo spirito del romanzo è vicino a quello delle commedie francesi: qualcuno che l’ha letto lo paragona al film Il favoloso mondo di Amélie o a Chocolat (anche se è solo ambientato in Francia) per l’atmosfera che costruisce; ma nella quarta di copertina invece la casa editrice lo accosta all’Eleganza del riccio di Muriel Barbery, un altro romanzo francese e un altro grande successo della casa editoriale.

 

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